No alle armi svizzere nelle zone di guerra

L’allentamento della legge sul materiale bellico permetterebbe alle aziende d’armamento svizzere di esportare le loro armi verso 36 nazioni, anche se in guerra. Sarebbe una profonda rottura con la tradizione umanitaria e l’impegno della Svizzera a favore della pace.

No all’indebolimento del controllo democratico

Il Consiglio federale potrebbe decidere da solo di autorizzare, in via eccezionale, l’esportazione di armi verso altre nazioni, comprese quelle autoritarie o che violano i diritti umani. Ciò indebolirebbe notevolmente il controllo democratico. Inoltre, tutti i paesi acquirenti potrebbero rivendere le proprie armi svizzere a terzi senza alcuna restrizione.

No ai profitti dell’industria degli armamenti

L’allentamento della legge sul materiale bellico non va a vantaggio delle popolazioni coinvolte, ma esclusivamente dell’industria degli armamenti, che, dopo anni di esportazioni record, potrebbe vendere ancora più armi, realizzando profitti a scapito delle vite umane e della tradizione umanitaria svizzera.

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