Niente armi svizzere nelle zone di guerra!
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- Il Consiglio federale e il Parlamento vogliono facilitare l’esportazione di armi svizzere nelle zone di guerra. Presto la Svizzera potrà esportare il proprio materiale bellico in 25 Stati, anche se coinvolti in conflitti armati. Questo è inaccettabile!
- Questa revisione della legge tradisce le promesse fatte al momento del ritiro dell’iniziativa correttiva, indebolisce il controllo parlamentare sulle armi e sacrifica la tradizione umanitaria della Svizzera. Solo per consentire all’industria degli armamenti di realizzare profitti ancora maggiori.
- Noi diciamo no! Sostieni il referendum!
Armi svizzere verso zone di guerra
Con l’allentamento della legge sul materiale bellico, la maggioranza borghese in Parlamento vuole facilitare l’esportazione di armi svizzere verso paesi autoritari e zone di guerra. In futuro sarebbe possibile esportare direttamente materiale bellico in 25 Stati, anche se questi sono coinvolti in un conflitto armato. Tra questi figurano anche Stati problematici come gli Stati Uniti e l’Ungheria, che sono l’opposto di «Stati partner sicuri».
La Svizzera deve scegliere la pace, non il profitto
Sarà solo l’industria degli armamenti a trarre vantaggio da questo allentamento, nonostante gli affari procedano già a gonfie vele. Infatti nel primo semestre del 2025 le esportazioni di materiale bellico sono aumentate del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Viene quindi sacrificata la tradizione umanitaria della Svizzera a favore delle aziende produttrici di armi.
Un pericoloso indebolimento del controllo democratico
Finora la Svizzera ha richiesto garanzie rigorose per impedire la riesportazione di armi svizzere in zone di guerra. D’ora in poi, la riesportazione diventerà la regola. Il Consiglio federale disporrà solo di un diritto di veto, esercitato senza trasparenza e senza un vero controllo parlamentare.
Il Parlamento tradisce le sue promesse
Questo allentamento va contro le richieste dell’iniziativa correttiva, che era stata ritirata perché il Parlamento aveva promesso di inasprire le norme sulle esportazioni di armi. Ora il Parlamento borghese fa il contrario. Indebolisce le norme e non mantiene la sua promessa.
Per questo motivo ci stiamo preparando a lanciare un referendum all’interno di un’ampia coalizione.
👉 Impegnati subito contro l’esportazione di armi svizzere verso paesi in guerra!