L’essenziale in breve:

  • Un tassello importante per l’autodeterminazione famigliare e il superamento della rigidità dei ruoli di genere: le donne sposate non devono più essere considerate un’estensione fiscale dei mariti, ma avere diritto a un’identità fiscale propria.
  • Un tassello importante per l’indipendenza finanziaria delle donne: le donne sposate non verranno più penalizzate dal punto di vista fiscale se desiderano aumentare il loro carico di lavoro e garantirsi una maggiore sicurezza finanziaria.
  • Un tassello importante contro la carenza di manodopera qualificata: 44’000 posti a tempo pieno potrebbero essere occupati da donne con una buona formazione, compensando così la carenza di manodopera qualificata.

Di cosa si tratta?

L’8 marzo 2026 voteremo sul controprogetto indiretto all’iniziativa per un’imposizione fiscale eque, che intende introdurre l’imposizione individuale. Con l’imposizione individuale, in futuro ogni persona compilerà una dichiarazione dei redditi e pagherà le imposte sul proprio reddito e sul proprio patrimonio, indipendentemente dal proprio stato civile.

Un passo importante verso la parità

Oggi le coppie sposate in cui entrambi i coniugi lavorano pagano spesso più tasse rispetto a quelle che convivono. L’attuale sistema fiscale incoraggia le donne sposate a svolgere un’attività lavorativa limitata o addirittura a non lavorare affatto. Nella dichiarazione dei redditi, lei rimane un estensione del marito, anche nel caso in cui lei sia la maggior contribuente al reddito familiare. Questo modello anacronistico non rispecchia più la realtà odierna.

Lo Stato deve essere neutrale davanti allo stato civile. Il modello fiscale odierno favorisce un modello tradizionale di famiglia monoreddito che non corrisponde più alla realtà attuale, in cui l’80% delle donne sposate lavora.
Greta Gysin, Consigliera nazionale Verdi del Ticino

Un passo importante contro la carenza di manodopera qualificata

Secondo un’indagine dell’Ufficio federale di statistica, 179 000 donne sono involontariamente sottoccupate. Vorrebbero aumentare il loro carico di lavoro, ma spesso non lo fanno perché non ne vale la pena o perché non è conciliabile con la loro situazione. Con l’imposizione individuale, molte aumenterebbero il proprio tasso di occupazione, perché non più penalizzate dal punto di vista fiscale.

Oltre all’imposizione individuale, l’8 marzo ci esprimeremo su altri 4 oggetti di votazione. Ecco una panoramica:

👉 SI ALL’INIZIATIVA PER UN FONDO PER IL CLIMA

👉 No all’iniziativa anti-RSI

 👉 No all’iniziativa sul denaro contante, Sì al controprogetto

 👉 Sì all’iniziativa contro il dumping salariale