Votazioni dell’8 marzo 2026: passi avanti e occasioni perse
Un verdetto elettorale dal retrogusto dolceamaro quello uscito dalle urne in questa domenica di votazione federale e cantonale. Da un lato il successo per la parità fiscale e la difesa del servizio pubblico radiotelevisivo, dall’altro la bocciatura del fondo per il clima e delle misure contro il dumping salariale. Un esito in chiaroscuro che conferma il sostegno popolare a una società più equa e pluralista, ma che rimanda ancora una volta le risposte urgenti e necessarie per la protezione del clima e del mercato del lavoro ticinese.
Fondo per il clima – LA NEUTRALITÀ CLIMATICA RESTA UN OBBLIGO
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono profonda delusione per il rifiuto dell’iniziativa per un fondo per il clima. Nonostante l’esito della votazione, il mandato democratico resta chiaro: la neutralità climatica è un obiettivo prioritario scritto nella legge e sostenuto dalla popolazione, come evidenziato dal barometro delle apprensioni: il cambiamento climatico è da anni una delle principali preoccupazioni della popolazione.
Responsabilità e fatti scientifici
Oggi l’elettorato ha respinto uno strumento di finanziamento concreto e socialmente accettabile, consegnando così un chiaro mandato al consigliere federale Albert Rösti e alla maggioranza di destra, che ora hanno l’obbligo di presentare soluzioni scientificamente fondate per gli obiettivi sanciti per legge. Durante tutta la campagna referendaria, la scienza è stata ripetutamente screditata dal consigliere federale Rösti e da Economiesuisse.
“Con l’attuale politica climatica svizzera, gli investimenti non sono assolutamente sufficienti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo imposti nella realizzazione della transizione energetica ed ecologica” ricorda Marco Noi, co-coordinatore Verdi del Ticino.
“Senza misure aggiuntive, entro la fine del secolo la Svizzera registrerà un riscaldamento fino a 5 °C. Entro il 2060 i danni climatici potrebbero costarci fino a 34 miliardi di franchi all’anno. Ricordo che le assicurazione si stipulano prima che il disastro avvenga, e siamo già in ritardo, come abbiamo visto nelle nostre valli” aggiunge Samantha Bourgoin, co-coordinatrice di Verdi del Ticino.
Le priorità per il Ticino e la Svizzera
Il nostro impegno per la protezione del clima e per un futuro vivibile rimane immutato. Per noi VERDI la strada da seguire è chiara:
- Addio alle fonti fossili: sono necessarie regole chiare per uscire dalla dipendenza dalle energie fossili per raggiungere la neutralità climatica e per la nostra sicurezza energetica.
- Basta tagli al clima: ci opporremo con fermezza ai programmi di risparmio della Confederazione che colpiscono duramente le misure vitali come il Programma Edifici.
- Energie rinnovabili: porteremo avanti con determinazione l’iniziativa solare, depositata lo scorso 10 dicembre. L’indipendenza energetica è fondamentale per il nostro futuro.
“200 franchi bastano” – UN CHIARO NO A DIFESA DEL TICINO E DELLA RSI
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino accolgono con grande soddisfazione la bocciatura dell’iniziativa anti-RSI “200 franchi bastano”. La popolazione ha lanciato un segnale inequivocabile a sostegno al servizio pubblico radiotelevisivo. Per il Ticino e la Svizzera italiana, i risultato di oggi non è solo una vittoria per la democrazia, ma una garanzia per la nostra identità culturale e per la tutela di centinaia di posti di lavoro.
Questo voto sottolinea l’importanza della SSR per la coesione nazionale, la diversità mediatica e il plurilinguismo. “La RSI non soltanto racconta il nostro territorio, ma è sinonimo di qualità, di informazione affidabile e di tutela della democrazia in un’epoca di disinformazione dilagante.” afferma Rocco Vitale, presidente del comitato cantonale di Verdi del Ticino.
Difesa dei posti di lavoro e dell’economia locale
Per il Ticino, la posta in gioco era altissima. Come ricorda Greta Gysin, consigliera nazionale Verdi del Ticino, “L’accettazione dell’iniziativa avrebbe messo a rischio tra i 500 e i 700 posti di lavoro diretti nel nostro Cantone, senza contare quelli indiretti dovuti al mancato indotto economico.” Senza le risorse necessarie la RSI non avrebbe più potuto garantire quel servizio di prossimità che è fondamentale per la nostra minoranza linguistica.
Stop ai tagli: la RSI va rafforzata
La popolazione si è espressa ripetutamente a favore del servizio pubblico radiotelevisivo; ogni ulteriore tentativo da parte dell’UDC e di Albert Rösti di indebolire la posizione della SSR deve essere fermato. La RSI deve uscire rafforzata da questa sfida per continuare a garantire programmi culturali, sportivi e d’approfondimento che nessun attore privato o algoritmo globale potrebbe mai offrire alla Svizzera italiana.
Imposizione individuale – UN SÌ PER LA PARITÀ E PER L’EQUITÀ
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino esprimono soddisfazione per l’accettazione dell’imposizione individuale, che abbiamo contribuito a plasmare in modo decisivo in Parlamento. Il nuovo sistema, approvato proprio l’8 marzo, è una vittoria per la parità e per una società moderna e più equa.
Oggi l’80% delle donne sposate lavora: è tempo che lo Stato sia neutrale rispetto allo stato civile. Per decine di migliaia di donne l’aumento della propria attività professionale non sarà più penalizzato dal sistema fiscale: secondo un’indagine dell’Ufficio federale di statistica, 179 000 donne sono involontariamente sottoccupate. Si tratta anche di un passo importante nella lotta contro la carenza di personale qualificato.
Tuttavia la parità va ben oltre la parità di trattamento fiscale. È necessaria una migliore conciliabilità tra famiglia e lavoro, come richiesto dall’iniziativa per un congedo familiare. È necessario finanziare maggiormente le strutture d’accoglienza per l’infanzia. È necessaria una protezione efficace contro la violenza di genere e la discriminazione salariale. L’imposizione individuale è un tassello fondamentale verso l’indipendenza finanziaria di tutte e tutti.
Iniziativa denaro contante
Verdi Svizzera e Verdi del Ticino prendono atto del risultato, sottolineando che né l’iniziativa né la controproposta comportano modifiche sostanziali alla situazione attuale. Il partito ribadisce inoltre la propria posizione favorevole al mantenimento del contante come mezzo di pagamento, poiché non lascia tracce indesiderate e garantisce al meglio la protezione della privacy.
Iniziativa dumping salariale – LA BATTAGLIA PER I DIRITTI CONTINUA
Verdi del Ticino prendono atto con rammarico della bocciatura dell’iniziativa contro il dumping salariale. È una mancata occasione per intervenire concretamente in un mercato del lavoro segnato da salari da fame e precarietà.
Nonostante il risultato, i problemi strutturali del nostro Cantone permangono e restano irrisolti, la nostra mobilitazione non si ferma quindi qui. Continueremo a batterci in Gran Consiglio per ottenere controlli più severi e trasparenza, perché il No di oggi non deve diventare un lasciapassare per lo sfruttamento e la concorrenza sleale sulla pelle di chi lavora.