VERDI del Ticino prendono posizione sulle votazioni del 29 novembre 2026
Il Comitato Verdi del Ticino ha preso posizione sugli oggetti federali in votazione il 29 novembre 2026.
Verdi del Ticino respingono convintamente la modifica della legge federale sul materiale bellico, ritenendola in evidente contraddizione con la tradizione diplomatica e umanitaria della Svizzera. Non è accettabile che Paesi coinvolti in conflitti armati, tra cui anche regimi autoritari che violano sistematicamente i diritti civili e umani, possano accedere ad armi prodotte in Svizzera. Attualmente i Paesi destinatari del materiale bellico non sono autorizzati a rivenderlo senza un consenso della Confederazione. Attraverso la modifica proposta, la Svizzera rischierebbe di dotarsi di uno dei regimi di controllo delle esportazioni di armi più permissivi d’Europa. Le esportazioni di materiale bellico svizzero hanno raggiunto cifre record in questi ultimi anni; un allentamento della legislazione non è quindi necessario, e servirebbe solo ad aumentare i profitti dell’industria bellica, rendendoci complici di violazioni del diritto internazionale e indebolendo la prevenzione contro i crimini di guerra.
Viene sostenuta l’iniziativa sui fuochi d’artificio. L’esplosione dei fuochi d’artificio privati rumorosi crea stress e disagio negli animali così come nelle persone. I fuochi d’artificio producono inoltre ogni anno circa 1300 tonnellate di rifiuti che si depositano su terreni pubblici e agricoli e liberano grandi quantità di polveri fini (si stima il 2-3% del totale in Svizzera). Con le siccità sempre più persistenti, anche il pericolo di incendi dovuti ai fuochi d’artificio aumenterà considerevolmente. Con la nuova regolamentazione rimarrà possibile organizzare fuochi d’artificio in occasione di festività pubbliche, ma verranno limitati i fuochi d’artificio rumorosi organizzati da privati che arrecano danno a molti e un piacere effimero a pochi.
Verdi del Ticino si esprimono a favore dell’innalzamento dell’IVA destinato al finanziamento della tredicesima AVS. L’innalzamento dell’IVA non è la soluzione auspicata, anche se va detto che l’aliquota IVA ridotta rimane invariata, escludendo così beni di prima necessità. Purtroppo però, con le attuali maggioranze in Parlamento è difficile che si trovino soluzioni più sociali ed eque di quella in votazione. Questa proposta rappresenta quindi un compromesso per contribuire alla stabilità dell’AVS, ed evitare che nel futuro prossimo la maggioranza borghese attacchi nuovamente questa importante conquista sociale proponendo riforme come l’innalzamento dell’età pensionabile. Per Verdi del Ticino le ulteriori misure che saranno necessarie in futuro per colmare i deficit dell’AVS dovranno essere più sociali ed eque, quindi dovranno essere soluzioni che si basino sul reddito (trattenute salariali).
Viene espressa inoltre una raccomandazione negativa sull’iniziativa sull’imposizione fiscale dei coniugi. La penalizzazione fiscale del matrimonio è già stata abolita con l’imposizione individuale accettata dal popolo in marzo di quest’anno. Verdi del Ticino non vedono pertanto alcuna necessità di agire nuovamente e potenzialmente in modo contraddittorio su questo tema.