Fossili liberalleghisti
All’indomani della votazione federale, con una tempistica che desta più di un sospetto, la destra svizzera e quello che rimane del centro, dopo essersi impegnati con successo in tandem con la lobby petrolifera per convincere la popolazione svizzera e ticinese a bocciare il fondo per il clima, ecco che si lanciano in una crociata contro i prezzi in forte crescita dei combustibili fossili a seguito della crisi in medio-oriente. Ancora una volta la nostra dipendenza da petrolio, suoi derivati e gas, oltre ad essere dannosa per il clima (l’abbiamo sperimentato in valle Maggia a cosa assomigliano gli eventi estremi in un clima che cambia), si dimostra un problema di sicurezza nazionale ben oltre le questioni belliche per cui ci stiamo armando inutilmente tagliando il servizio pubblico, la socialità e la stessa protezione del clima. Secondo la Lega a livello federale e il PLR a livello cantonale lo stato dovrebbe intervenire con gli strumenti a sua disposizione per attenuare gli aumenti per imprese e cittadinanza. Ironia della sorte, gli aumenti a carattere speculativo di benzina e gasolio vanno in tasca proprio agli amici petrolieri che hanno contribuito ad affossare il fondo per il clima.
Il PLR e la LEGA si sono fino a ieri adoperati per impedire che perlomeno in una prospettiva di medio-lungo-termine la Svizzera possa acquisire nuovo slancio verso un approvvigionamento energetico maggiormente indipendente e basato sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Ora che i combustibili fossili pesano di nuovo sul portafoglio ecco fiorire la preoccupazione per le conseguenze della nostra dipendenza fossile. Non sarebbe stato invece più coerente accelerare sin da subito il processo di uscita dai combustibili fossili sia a livello nazionale che cantonale sostenendo il fondo per il clima? Un colpo al cerchio ed uno alla botte per cercare di apparentemente ingraziarsi l’elettorato da una parte e per prolungare la dipendenza Svizzera dalle fonti fossili importate dall’altra.
Nonostante le interrogazioni acchiappa like, nei prossimi mesi non ci sarebbe da stupirsi di vedere proprio Lega e PLR (magari con l’aiuto di UDC e CENTRO) a prodigarsi in prima linea per annacquare il piano energetico e climatico cantonale e quindi rimandare alle calende greche la nostra indipendenza dalle dannose (e costose) fonti energetiche fossili.
Matteo Buzzi, deputato in Gran Consiglio, Verdi, Locarno