NO all’iniziativa sulle stime immobiliari
Perché votare «No»
- La situazione: i valori di stima ufficiali sono del 57% inferiori ai valori effettivi, creando una disparità di trattamento tra chi ha risparmi in banca e chi possiede immobili. A dicembre 2025 si è fatto un piccolo passo: un aumento delle attuali stime immobiliari del 15%.
- Una promessa vuota e inefficace: l’iniziativa vuole neutralizzare queste revisioni, ma vieta solo gli aumenti automatici. Il Gran Consiglio resterà libero di aumentare le imposte con una decisione politica esplicita.
- Uno schiaffo allo Stato sociale: il testo ignora volutamente la reale capacità economica di chi possiede grandi patrimoni immobiliari e richiede aiuti pubblici.
La nostra alternativa: sosteniamo la protezione e gli sgravi mirati per la sola prima casa (abitazione primaria), non i regali fiscali a pioggia per le grandi proprietà.
Già oggi il Gran consiglio può e vuole regolare l’impatto dei futuri adeguamento dei valori di stima, sia sulla conseguente pressione fiscale, sia sull’erogazione degli aiuti sociali o, per esempio le rette delle case anziani, in particolare per le fasce fragili della popolazione e per il ceto medio. Gli strumenti democratici per farlo ci sono e la revisione è prevista tra dieci anni.
Quindi perché promettere di inserirne il principio nella costituzione, il titolo dell’iniziativa infatti promette la neutralizzazione dei valori di stima, senza però inserirla nel testo costituzionale? Forse perché è una promessa che non può essere mantenuta per tutti e, negli obiettivi degli iniziativisti, si vogliono piuttosto favore i grandi patrimoni.