Venerdì 18 e sabato 19 settembre tornerà in Mendrisiotto il Rally del Ticino.

Quest’anno, nel corso del quale abbiamo vissuto tutti di persona il riscaldamento climatico, la gara motoristica giunge alla diciottesima edizione e porterà di nuovo nel nostro distretto inquinamento atmosferico e inquinamento fonico. E di nuovo avrà un impatto diseducativo sugli automobilisti, ai quali non insegnerà di certo la prudenza e la sicurezza alla guida. A questo proposito è significativo quanto si legge in calce alla homepage del sito del Rally del Ticino: “Se senti l’auto perfettamente sotto controllo, significa che non stai andando abbastanza forte”.

La gara rallystica ticinese potrebbe essere più sostenibile dal punto di vista ambientale se in gara ci fossero solo veicoli a trazione elettrica. Il condizionale è però d’obbligo. La maggior parte delle automobili elettriche che circolano sulle nostre strade sono assai energivore perché sovradimensionate in potenza e peso, inoltre sono generalmente dotate di grossi copertoni che causano un importante inquinamento da microplastiche. Immaginiamo dunque quanta energia consumerebbero delle vetture da rally elettriche che corrono e quante microplastiche diffonderebbero nell’ambiente.

Per diventare sostenibile il Rally dovrebbe cambiare radicalmente. Invece di spostarsi su rombanti vetture da corsa i concorrenti potrebbero partire da Balerna e raggiungere il traguardo in un paesino dell’alto Ticino (Catto? Bosco Gurin? Campo Blenio? …) con i mezzi pubblici, un po’ in bicicletta e un po’ a piedi. Vincerebbe chi arriva nel tempo previsto (i Rally sono anche una competizione di regolarità, non solo di velocità), ha seguito un percorso originale e si è rilassato incontrando altre persone durante la gara.

 

Rolando Bardelli

Verdi del Mendrisiotto