In Ticino la concentrazione della ricchezza è particolarmente marcata. Secondo un’analisi di Unia, circa 2’000 contribuenti (lo 0.8 % del totale) dichiarano un patrimonio imponibile di almeno 5 milioni di franchi: tra questi, 750 persone superano i 10 milioni, con un patrimonio medio di circa 28 milioni ciascuna, mentre altri 1’200 contribuenti dichiarano tra 5 e 10 milioni (media di 7 milioni). 

Questa piccola élite possiede circa il 38,6 % della ricchezza dichiarata in Ticino (secondo i dati fiscali ufficiali), una porzione che, correggendo per la sottostima del valore degli immobili nella dichiarazione fiscale, potrebbe superare il 40%. 

Allo stesso tempo, una grande parte dei contribuenti ha patrimoni molto bassi: 144’000 contribuenti ticinesi dichiarano un patrimonio imponibile inferiore a 50’000 franchi; di questi, circa metà non possiede praticamente nulla, e l’altra metà detiene mediamente solo circa 19’000 franchi ciascuno. 

In termini di disuguaglianza, il Ticino ha visto un forte aumento dell’indice di Gini per il patrimonio: tra il 2003 e il 2015, il coefficiente di Gini del canton Ticino è cresciuto di +0.0736,  più che in qualsiasi altro cantone svizzero nel medesimo periodo.

​​Parallelamente, gli sgravi fiscali generalizzati adottati dal 2017 ad oggi hanno ridotto drasticamente le entrate dello Stato di almeno 200 milioni. Ora il Cantone Ticino a causa del deficit strutturale attuale (ca. 100 mio) e quello in prospettiva anche per implementare le iniziative approvate dal popolo il 28 settembre scorso (600-700 mio a cui vanno aggiunti ulteriori necessari investimenti nella transizione ecologica) intende risolvere il problema finanziario prioritariamente tramite dei tagli. Questi tagli rischiano però di compromettere o di ridurre gli aiuti che lo stato deve a cittadine e cittadini, costretti a far fronte con salari stagnanti (e già i più bassi della Svizzera)  a un’esplosione dei costi di beni essenziali come gli affitti e i premi di cassa malati.
L’ultimo aumento di questi premi, previsto per il 2026 e pari in media al 7.1% dopo 3 anni con un aumento complessivo già del 30%, rappresenta l’ennesima goccia che fa traboccare il vaso.  Un incremento delle entrate fiscali è quindi necessario affinché lo Stato possa finalmente rispondere ai bisogni sociali ormai indiscutibili e per garantire anche in futuro una sufficiente coesione sociale.  È quindi giunta l’ora che i medi e grandi patrimoni contribuiscano maggiormente al benessere della comunità.

Le attuali aliquote fiscali sulla sostanza sono di fatto plafonate al di sopra di una soglia di 1.381.000 con un’aliquota unica indipendente se si tratta di un contribuente milionario o miliardario. Riteniamo che una progressione delle aliquote con alcune classi aggiuntive sia più equa anche considerato che secondo la Banca Nazionale Svizzera (BNS), i patrimoni degli svizzeri sono raddoppiati negli ultimi 20 anni, arrivando a una ricchezza totale molto elevata.

Con la presente iniziativa chiediamo quindi di rendere più progressiva ed equa la tassazione della sostanza aumentando la franchigia esente di imposta da 200’000 a 400’000 e riducendo leggermente le aliquote delle prime tre classi rispetto alla situazione attuale. La riduzione delle aliquote delle tre classi più basse e l’aumento della parte esente è da leggere anche in relazione dell’aumento delle stime immobiliari proposta parallelamente con un altro atto parlamentare: il ceto medio che ha una semplice e unica abitazione di proprietà non va gravato eccessivamente. 

 

Sulla base di queste considerazioni, con la presente iniziativa parlamentare elaborata chiediamo la modifica dell’articolo 49 della Legge tributaria come segue: 

1 L’imposta sulla sostanza è prelevata per categorie in base alle seguenti aliquote:

classe da a aliquota per mille
0 200000 0,75
201000 280000 1,50
281000 700000 2,25
701.000 1380000 3,00
1381000 2762000 4,25
2763000 5526000 5,50
5527000 11054000 6,75
11054000 22108000 8,00
22109000 44218000 9,25
44219000 88438000 10,50
88439000 176878000 11,75
176879000 353758000 13,00
353759000   14,25

2 La sostanza inferiore a 200’000 400’000 franchi è esente dall’imposta.

3 Le frazioni di sostanza inferiori a 1’000 franchi non sono computate.

 

Matteo Buzzi, Samantha Bourgoin, Marco Noi, Giulia Petralli, Nara Valsangiacomo