Mozione per una fiscalità più equa: alziamo le aliquote per gli alti redditi
L’ultima modifica della Legge tributaria del dicembre 2023 prevedeva un pacchetto di sgravi destinato alle persone fisiche, tra cui la diminuzione dell’aliquota massima. La varietà delle proposte ha contribuito a dare l’impressione alla popolazione che si trattasse di sgravi che ci potevamo permettere.
In realtà uno spazio di manovra cantonale per la riforma generale della Legge tributaria era stato preparato con accuratezza, e neppure la crisi che ha fatto seguito al Covid ha fatto desistere i suoi autori. L’operazione è stata garantita dalla diminuzione transitoria del coefficiente cantonale di imposta per un ammontare, a regime, di circa 60 milioni di franchi.
Ma guardiamo da vicino. Il percorso delle ultime riforme fiscali cantonali è iniziato nel 2017. Di questa tappa si diceva “è una sfida importante per il futuro del nostro Cantone. Essa mira ad adeguare il sistema tributario cantonale alle esigenze della società e dell’economia, garantendo al tempo stesso la sostenibilità finanziaria dello Stato e la competitività del territorio.”
La prima tappa del percorso ha introdotto alcune misure su imprese e persone fisiche, quali la progressiva riduzione dell’aliquota dell’imposta sulla sostanza, il freno all’imposta sulla sostanza, il computo parziale dell’imposta sull’utile nell’imposta sul capitale, la riduzione per partecipazioni dell’imposta sul capitale e misure puntuali tese a promuovere le start-up innovative.
La seconda tappa, approvata nel novembre 2019 ha attuato sul piano cantonale la riforma fiscale e finanziamento dell’AVS (RFFA) votata dai cittadini svizzeri il 19 maggio 2019 che ha abolito gli statuti fiscali speciali per le imprese e introdotto nuovi strumenti volti a favorire l’innovazione nonché un generale e progressivo calo delle aliquote dell’imposta sull’utile a vantaggio di tutte le società di capitale e cooperative assoggettate in Ticino.
La terza tappa, come detto, si era concentrata sulla fiscalità delle persone fisiche con, tra le diverse proposte, la riduzione delle aliquote massime dell’imposta sul reddito. Per rendere digeribile agli altri contribuenti meno fortunati, la riduzione per le persone benestanti, si è deciso di fare un “regalo a tutti i contribuenti” andando a compensare il ritorno del coefficiente cantonale d’imposta dall’attuale 97% al 100% nel 2024 tramite la riduzione lineare di tutte le aliquote dell’imposta sul reddito di 1.667 punti percentuali. Questo taglio lineare comporterà una riduzione anche delle imposte comunali e di principio permetterà pertanto ai contribuenti ticinesi di beneficiare di uno sgravio complessivo medio pari al 3%, senza quindi subire alcun aggravio fiscale rispetto alla situazione attuale.
A nostro avviso, tenuto conto delle urgenti necessità della popolazione espresse nelle due votazioni sui premi di cassa malati, ma non solo, nessuna delle tre tappe di sgravi affrontati sta dimostrando di garantire la sostenibilità finanziaria dello Stato, come invece assicurato nel 2017. Vista la situazione, si impone che tutte e tutti i contribuenti che non sono in affanno, facciano la propria parte pagando aliquote più alte.
Richiesta
Per questa ragione, contestualmente alla discussione del Preventivo 2026, Messaggio n. 8619 del 29 settembre 2025, e alle ulteriori misure di riequilibrio finanziario necessarie, abbiamo appurato, che in base ai dati fiscali 2020 (accertati in misura del 99.7% a fine ottobre 2025), l’eventuale aumento di un punto percentuale delle aliquote dell’imposta sul reddito a partire da un reddito imponibile di CHF 114’000 per le persone sole, rispettivamente di CHF 227’900 per i coniugati, comporterebbe maggiori entrate valutate in CHF 15 milioni per il Cantone e in CHF 12 milioni per i Comuni (considerando un moltiplicatore comunale medio del 80%).
Di conseguenza chiediamo al Governo di,
- aumentare di 3 punti percentuali le aliquote dell’imposta sul reddito a partire da un reddito imponibile di CHF 114’000 per le persone sole, rispettivamente di CHF 227’900 per i coniugati,
- aumentare la categoria massima a 2,4 milioni e inserire di conseguenza ulteriori scalini
- aumentarne la progressione progredendo verso l’alto
Samantha Bourgoin, Matteo Buzzi, Marco Noi, Giulia Petralli, Nara Valsangiacomo