Preventivo DECS – Meno bambini e bambine, più risparmi: un bel futuro?
Analizzando i dati finanziari del dipartimento si delinea un’immagine della situazione del Cantone, come pure degli indizi di ciò che verrà. Vediamo, già menzionata precedentemente, la crescita delle cifre nella pedagogia speciale, che rispecchia un aumento dei bisogni. È peccato che il dibattito in merito alla pedagogia speciale nasca da una riflessione prettamente finanziaria. È un dibattito importante quello di chiedersi come fare scuola inclusiva, che dovrebbe partire dal principio di che orientamento vogliamo avere come società e se vogliamo vanificare il ruolo esemplare che la scuola ticinese ha a livello svizzero.
Gli indizi sono forse un po’ nascosti contabilmente, poiché l’aumento di docenti di pedagogia speciale riempie quella che è invece una diminuzione dei docenti nel medio e medio superiore: un campanellino d’allarme, che parla di diminuzione demografica e di un Cantone dove è sempre più difficile fare ed essere famiglia. Speriamo di non vedere questo emiciclo gioire di fronte ad un risparmio dipartimentale causato dal crollo del numero delle sezioni. Cifre che parlano di salari troppo bassi, di un mondo del lavoro poco flessibile. Quello della promozione demografica e della natalità, come tanti altri, è un settore che deve forzatamente chiedere un approccio olistico e che contempli più modelli come sono i modi di fare famiglia: che siano asili nidi pubblici e l’estensione dello Stato-genitore, che sia la garanzia di flessibilità, congedi e conciliazione lavoro-famiglia. Non c’è un modo giusto, ma non avere nemmeno la possibilità di sceglier (per mancati servizi o mancate disponibilità finanziarie) garantisce senz’altro di rimanere al palo.
Vedo piuttosto margine per cercare di rendere la professione più efficiente ed efficace con quanto messo a disposizione. Tra le tematiche vi è senz’altro la burocrazia, tema ricorrente dov’è doveroso distinguere tra burocrazia di contorno e di contenuto. Sarebbe ingenuo non riconoscere la crescente complessità della società con cui la scuola deve confrontarsi e parte di tale burocrazia è orientata a rispondere a tali difficoltà. Sicuramente una digitalizzazione intelligente ha un suo ruolo nel evitare la trasformazione del docente in burocrate. Ma la vera accelerazione in questa direzione la danno i tagli: la non sostituzione del 10% di chi parte tocca fortemente proprio il settore dell’amministrazione scolastica, lasciando il corpo docente sfornito e indirettamente responsabile di una serie di compiti.
Una parentesi sulla digitalizzazione in aula: è fondamentale promuovere soprattutto l’educazione al mondo digitale piuttosto attraverso attività “unplugged” (bullismo, fake news, dipendenze, rischio di abusi ecc): questo perché lo smartphone viene utilizzato anche fuori dall’aula ed è fondamentale insegnare a gestirlo.
Un ultimo tema riguarda l’edilizia scolastica: si prospetta un periodo particolarmente ricco di cantieri, considerate le ampie necessità di risanamento delle sedi, soprattutto nel medio e medio superiore. Chiediamo come prosegue il masterplan dell’edilizia scolastica e se verrà considerata la necessità di un adattamento all’avanzata dei cambiamenti climatici.