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Il documento allegato „Gefährlicher Präzedenzfall: Wie eine Schiedsgerichtsklage den deutschen Kohleausstieg gefährdet“ (tradotto in italiano „un pericoloso precedente: come una richiesta di arbitrato mette a rischio l‘uscita dal carbone in Germania“)[1] argomenta sul rischio per la transizione energetica se AET vincesse la causa arbitrale e quantifica in 429 mio le perdite della centrale di Lünen per un periodo di 10 anni (dal 2014 al 2023) e di seguito un grafico che rappresenta gli anni dal 2015 al 2023.

L’Azienda Elettrica Ticinese (AET) chiede un risarcimento a un tribunale arbitrale internazionale per l’uscita dal carbone in Germania. [2] L’azienda detiene azioni della centrale a carbone tedesca di Lünen che dovrà cessare l’attività a causa della decretata uscita dal carbone. Nell’ottobre 2023, l’AET ha intentato una causa contro la Repubblica Federale di Germania ai sensi del Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT).Un tribunale arbitrale composto da tre arbitri privati sta esaminando il caso dal marzo 2024.

Trattato sulla Carta dell’Energia

La causa di AET si svolge nell’ambito del Trattato sulla Carta dell’Energia (ECT), un accordo multilaterale degli anni ’90 che protegge gli investitori dall’intervento statale nel settore energetico e garantisce loro l’accesso a tribunali arbitrali privati. Nessun altro trattato ha facilitato il numero di cause intentate dagli investitori contro gli Stati come l’ECT.

Fino a pochi anni fa, erano membri del trattato tutti gli Stati membri dell’UE, l’Unione Europea e alcuni Paesi dell’Europa orientale, dell’Asia occidentale e centrale, nonché il Giappone. A seguito di un inadeguato processo di riforma dell’ECT, alcuni Paesi hanno deciso di ritirarsi dal ECT, tra cui Germania, Francia, Polonia, Spagna, Regno Unito e UE.

A differenza dei suoi vicini europei, la Svizzera non ha ancora abbandonato l’ECT. Gli investitori utilizzano regolarmente le filiali svizzere per presentare richieste di arbitrato ai sensi dell’ECT: in totale sono state avviate nove richieste di risarcimento dalla Svizzera, tutte contro gli Stati membri dell’UE e l’UE stessa.

Cosa rende l’arbitrato così pericoloso?

I procedimenti di arbitrato sugli investimenti, come quelli previsti dal Trattato sulla Carta dell’Energia e da molti altri accordi di protezione degli investimenti, offrono agli investitori notevoli vantaggi rispetto ai tribunali ordinari:

  • I procedimenti arbitrali non sono generalmente pubblici;
  • La selezione degli arbitri è poco trasparente;
  • I diritti di proprietà vaghi;
  • L’importo del risarcimento spesso più elevati rispetto ai tribunali nazionali;
  • Assenza di istanza di appello;
  • Le sentenze arbitrali sono esecutive in tutto il mondo.

L’azione legale di AET è un esempio della richiesta da parte degli investitori di essere pienamente risarciti con fondi pubblici per il necessario smantellamento dei loro (errati) investimenti nei combustibili fossili.

L’azione legale di AET crea incertezza sull’eliminazione graduale della combustione del carbone e, in caso di successo, potrebbe aumentare significativamente i costi dell’eliminazione del carbone, anche al di fuori del contesto tedesco.

Gli Stati dovrebbero cogliere questa causa come un’opportunità per avviare immediatamente un’uscita dal sistema di protezione degli investimenti che rende possibile questa causa.

La Germania e l’UE hanno fatto un primo passo in questa direzione ritirandosi dal Trattato sulla Carta dell’Energia. La Svizzera dovrebbe seguire urgentemente l’esempio. Tuttavia, è urgente agire al di là del ECT, poiché la Germania e la Svizzera sono leader mondiali nella conclusione di accordi di protezione degli investimenti. È quindi necessaria un’iniziativa in entrambi i Paesi per porre fine agli accordi esistenti, al fine di escludere in futuro azioni legali contro la transizione energetica e altri importanti temi politiche.

Costi dell’arbitrato

Il procedimento potrebbe essere molto costoso per AET. In media, i procedimenti presso l’ICSID – dove l’AET sta facendo causa – costano al ricorrente circa 7 milioni di franchi per i propri avvocati. A ciò si aggiunge una media di 1 milione di franchi per il tribunale arbitrale (e gli Stati pagano in media 5 milioni di franchi per i propri avvocati). Alla fine, il tribunale arbitrale decide come suddividere i costi. Ciò significa che, anche se AET vincesse la causa, potrebbe essere costretta a pagare milioni agli avvocati e al tribunale arbitrale. In ottobre, la Germania ha dichiarato di aver già pagato 675.000 euro per la difesa contro la causa di AET (fonte P. 3: https://dserver.bundestag.de/btd/20/134/2013457.pdf). Il procedimento è iniziato solo un anno fa e durerà diversi anni.

Sulla base di questa premessa interroghiamo il Consiglio di Stato ponendo le seguenti domande:

  1. È informato il Consiglio di Stato (CdS) che il tribunale arbitrale come quelli previsti dal Trattato sulla Carta dell’Energia sia un tribunale privato?
  2. Non ritiene il CdS che fare affidamento su un tribunale d’arbitrato privato sia intrinsecamente pericoloso?
  3. Non ritiene il CdS che l’azione legale di AET possa mettere a rischio la svolta energetica, in particolare per l’uscita dal carbone germanica?
  4. In che modo questa decisione di contestare la transizione energetica tedesca influenza la politica energetica futura di AET che ha come obbiettivo l’uscita dai vettori fossili?
  5. Era a conoscenza il CdS dei dati allegati sulle perdite regolari dell’esercizio della centrale di Lünen?
  6. Che percentuale di queste perdite sono effettivamente state attribuite all’AET e hanno gravato sul suo bilancio?
  7. La quota parte di queste perdite come è stata registrata nei conti AET? A quanto ammontano esattamente le perdite assunte da AET?
  8. Risulta vero che la causa di arbitrato chiede un risarcimento da definire per un esercizio della centrale fino al 2053?
  9. Se sì, come si giustifica questa data finale di riferimento con l’obbligo di uscita di AET dalla sua partecipazione entro il 2035 e con gli obiettivi del PECC delle emissioni nette zero entro e non oltre il 2050?
  10. È giuridicamente possibile chiedere risarcimenti quando i bilanci annuali della stessa centrale sono stati praticamente sempre in negativo?
  11. È possibile che la causa si trasformi in un’ulteriore perdita per AET?
  12. Se la risposta fosse affermativa, a quanto ammonterebbero queste perdite?
  13. A quanto ammontano i costi legali che AET ha dovuto e dovrà far fronte per portare avanti questa causa?
  14. Non ritiene il CdS di dare un segnale politico chiedendo ad AET il ritiro della causa?

 

Con ogni ossequio
Massimo Mobiglia per verdi liberali e giovani verdi liberali
Matteo Buzzi, per i verdi

 

 

[1] „Gefährlicher Präzedenzfall: Wie eine Schiedsgerichtsklage den deutschen Kohleausstieg gefährdet“ di Fabian Flues, Referent für Investitionspolitik bei PowerShift, Berlin – tradotto in italiano „Un pericoloso precedente: come una richiesta di arbitrato mette a rischio l‘uscita dal carbone in Germania“

[2] Dispute between Azienda Elettrica Ticinese and The Federal Republic of Germany