No all’iniziativa 10 milioni

L’iniziativa è un attacco frontale alla nostra qualità di vita. Con una popolazione sempre più anziana, una volta raggiunto il limite di 10 milioni in Svizzera, il Ticino, per far fronte ai propri bisogni primari, assisterebbe a un ulteriore drastico aumento del frontalierato e del traffico!

Infatti, reintrodurre lo statuto di lavoratore stagionale porterebbe solo a gravi carenze di personale, per esempio nel settore della cura e dei sevizi assistenziali.

I problemi del territorio si risolvono con la pianificazione, la promozione del trasporto pubblico e un servizio pubblico forte, non chiudendoci a riccio.

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No alla modifica della Legge sul servizio civile

Queste modifiche sono in contrasto con il principio di parità di trattamento tra servizio civile e servizio militare e violano i diritti fondamentali. L’obiettivo è aumentare il numero di militari, nonostante negli ultimi anni l’esercito abbia avuto un effettivo sovradimensionato.

Se in futuro meno giovani svolgeranno il servizio civile, ciò comporterà una riduzione del personale di sostegno negli ospedali, nelle case di riposo, nelle scuole o nel settore della protezione della natura e dell’ambiente. 

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Sì all’iniziativa sulle cure dentarie

In Ticino le spese dentarie spesso rappresentano oltre il 20% dei costi sanitari di un’economia domestica. Troppe persone rimandano o rinunciano a curarsi per motivi economici: chi ha risorse può accedere a cure moderne ed efficaci, chi non le ha è costretto a rinunciare o a curarsi male e tardi.

L’iniziativa chiede l’accettazione di un principio semplice: che la salute orale sia un diritto di tutti e tutte.

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No all’iniziativa sui valori di stima immobiliare

Già oggi il Gran consiglio può e vuole regolare l’impatto dei futuri adeguamento dei valori di stima, sia sulla conseguente pressione fiscale, sia sull’erogazione degli aiuti sociali o, per esempio le rette delle case anziani, in particolare per le fasce fragili della popolazione e per il ceto medio. Gli strumenti democratici per farlo ci sono e la revisione è prevista tra dieci anni.

Quindi perché promettere di inserirne il principio nella costituzione, il titolo dell’iniziativa infatti promette la neutralizzazione dei valori di stima, senza però inserirla nel testo costituzionale? Forse perché è una promessa che non può essere mantenuta per tutti e, negli obiettivi degli iniziativisti, si vogliono piuttosto favore i grandi patrimoni.

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