I e le Verdi del Ticino sono molto delusi dalla decisione del Consiglio di Stato riguardante la remunerazione minima della corrente fotovoltaica prodotta dagli impianti che hanno beneficiato del sussidio cantonale FER. Da un paio di anni i e le Verdi criticano la rimunerazione di AET del fotovoltaico, che scende nei semestri estivi fino a valori vicini a 3 cts/kWh. Questa rimunerazione quasi irrisoria non favorisce il mantenimento e un ulteriore stimolo del tasso di istallazione di nuovi impianti fotovoltaici, assolutamente necessaria per raggiungere gli obiettivi già di per sé insufficienti del Piano Energetico e Climatico Cantonale (PECC). La flessione della crescita della nuova potenza installata osservata nel 2024, che probabilmente verrà confermata per il 2025, ne è una preoccupante conferma.

 

Il passaggio ad una remunerazione minima di 4 cts/kWh pur essendo un piccolo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, certifica una disparità di trattamento dei produttori ticinesi rispetto al resto della Svizzera. A seguito di questa incomprensibile decisione il Ticino sarà infatti l’unico cantone dove la maggioranza degli impianti fotovoltaici non beneficeranno della remunerazione minima di 6 cts/kWh fissata a livello federale. AET con la complicità del Consiglio di Stato sfrutta così abilmente da un lato il suo statuto di produttore (non vincolato ad applicare come i gestori di rete la remunerazione minima federale) e dall’altro l’anomalia legislativa ticinese, secondo cui la corrente fotovoltaica prodotta in esubero dagli impianti sussidiati dal cantone deve essere obbligatoriamente venduta ad AET.

 

I Verdi e le Verdi contestano anche le modalità di finanziamento del differenziale tra la remunerazione minima FER e un eventuale prezzo di mercato inferiore: la copertura del differenziale con un prelievo dal fondo FER ne riduce la portata in termini di finanziamenti per nuovi impianti fotovoltaici e limita il margine di manovra nel sussidio dei sistemi di accumulo previsto dalla legge ma non ancora implementato a livello di regolamento. Nel recente dibattito sul rinnovo dei prelievi sui consumi a favore del fondo FER il gruppo Verdi aveva già evidenziato che mantenendo gli attuali tassi di installazione il fondo si sarebbe esaurito più velocemente del previsto. Ora il peso del finanziamento della remunerazione minima accelererà ulteriormente il suo esaurimento.

 

Al gruppo ecologista appare evidente che le mosse di AET, purtroppo supportate dal Consiglio di Stato, sono in evidente contraddizione con gli obiettivi del PECC che invece prevederebbero di ampliare significativamente la produzione fotovoltaica in Ticino. L’importanza della corrente fotovoltaica per l’approvvigionamento energetico svizzero è ormai una innegabile realtà: secondo Swissolar nel 2025 ben il 14% della corrente consumata in Svizzera è stata prodotta con il solare.

I Verdi e le Verdi del Ticino chiedono quindi al Consiglio di Stato di riconsiderare la sua decisione e di prendere come riferimento la remunerazione minima federale. Inoltre si riservano di presentare oltre al già pendente atto parlamentare per una rimunerazione equa (presentato assieme ai Verdi liberali) una nuova iniziativa parlamentare che tolga il vincolo di vendita ad AET della corrente in esubero prodotta dagli impianti sussidiati.