Per una generalizzazione degli strumenti di mobilità aziendale
Iniziativa parlamentare generica
Le infrastrutture di trasporto stradale in Ticino sono ormai al limite del collasso, soprattutto durante le ore di punta del mattino e della sera. Basta un incidente di media entità per bloccare completamente il Cantone soprattutto a sud del Ceneri. Una efficace politica deve saper individuare le forme di mobilità che maggiormente diano risposte concrete – a breve, medio e lungo termine – alla saturazione, alla fluidità e alla necessità di sicurezza sulle nostre strade.
Il Gran Consiglio ha approvato 2 crediti destinati al finanziamento di misure di mobilità aziendale: il primo, con Decreto legislativo del 14 dicembre 2015, ha concesso contributi nel periodo 2016-2021 per un totale di 2 milioni di franchi e si stima che abbia permesso di evitare ca. 1’000’000 di viaggi in automobile da parte dei lavoratori pendolari (frontalieri inclusi). Il secondo (Decreto legislativo dell’11 aprile 2022) ha stanziato lo stesso importo ed è attualmente utilizzato per finanziare le medesime misure.
Delle misure promosse finora tramite i sussidi cantonali citiamo in particolare gli incentivi per l’oculata gestione dei posteggi aziendali – con assegnazioni e tariffazioni dinamiche basate su criteri quali l’occupazione del veicolo, l’offerta di mobilità alternativa all’automobile sulla relazione casa-lavoro o gli orari di lavoro – e incentivi per l’avvio di servizi di car pooling con l’individuazione dei potenziali equipaggi grazie all’analisi delle origini degli impiegati, messa a disposizione di applicazioni mobili che favoriscono la creazione degli equipaggi e la loro gestione e l’incentivo alla condivisione dell’auto attraverso la messa a disposizione di posteggi riservati o incentivi monetari (premi). Il car pooling è favorito anche grazie ai circa 330 posti auto situati oltre confine dedicati al car pooling stesso o all’uso di navette aziendali, creati nell’ambito del progetto Interreg SMISTO “Sviluppo della Mobilità Integrata e Sostenibile tra Ticino e Lombardia”.
Un Piano di Mobilità Aziendale (PMAz) richiede sforzi di coordinamento e consultazione con le aziende, gli addetti, le aziende di trasporti, le amministrazioni comunali, talvolta la cittadinanza, ecc. È importante che le scelte vengano condivise tra i soggetti coinvolti nell’elaborazione del Piano e sia garantita un’adeguata consultazione al fine di ottenere un ampio consenso.
I passi per attuare con successo un PMAz sono generalmente: Aderire al Patto di mobilità aziendale, Organizzare il gruppo di lavoro, Analizzare il contesto, Individuare le soluzioni, Formulare un piano d’azione, Monitorare i risultati.
In funzione degli obiettivi da raggiungere il PMAz seleziona una serie di misure da adattare ai bisogni dell’azienda e dei collaboratori e delle collaboratrici. Il PMAz deve essere un insieme di misure complementari tra loro e adattate alla realtà aziendale. Non tutte le misure scelte devono diventare necessariamente o immediatamente operative.
Un PMAz ha numerosi vantaggi per l’azienda (minori costi per i parcheggi, più spazio, minori costi per trasferte professionali, migliore reputazione, migliori rapporti con il vicinato), per gli impiegati (miglior tempo libero, migliore qualità di vita, meno stress, più salute, più sicurezza sulle strade, minori costi di trasporto) e per la collettività (meno colonne, meno rumore, meno emissioni nocive, più salute, più mezzi pubblici, più spazio pubblico di qualità).
Il quadro globalmente favorevole a modalità di spostamento più sostenibili ottenuto con il potenziamento dei mezzi di trasporto pubblico e con misure volontarie di mobilità aziendale, non basta, da solo, a riorientare il comportamento globale dei pendolari. La prova è quotidianamente visibile sulle nostre strade intasate.
Considerato che una misura d’imposizione orientativa per le aziende aventi più di 50 parcheggi (tassa di collegamento) è stata bocciata dal Gran Consiglio il 14 ottobre 2024 e alla luce dei successi ottenuti in singole o gruppi di aziende con piani di mobilità aziendale, per poter affrontare il caos viario generato dai pendolari, oltre al potenziamento del mezzo pubblico, non rimane che generalizzare gli strumenti dei piani di mobilità stessi. Negli ultimi anni la politica di promozione di una mobilità più sostenibile presso le aziende ha riscosso puntualmente un buon successo, ma resta ancora un notevole potenziale inespresso. Per esprimere al meglio questo potenziale, occorre che le aziende siano tenute almeno ad analizzare la propria situazione di mobilità aziendale e a formulare un piano con un’offerta di mobilità per collaboratrici e collaboratori. Inoltre, occorre che l’amministrazione cantonale abbia personale qualificato che possa dedicarsi con metodo e costanza a questo scopo.
A fronte del caos viario durante le ore di punta dovuto al traffico pendolare e considerati i risultati positivi dei Piani di Mobilità aziendale già realizzati chiediamo di generalizzare questi strumenti a tutte le aziende e comuni di una certa dimensione.
In particolare chiediamo quindi
- Di introdurre le modifiche legislative e di regolamento in modo da rendere obbligatori i piani di mobilità aziendale per ogni azienda, locale o regionale, e comuni con almeno 50 dipendenti.
- Di adeguare se necessario l’ammontare degli incentivi per la mobilità aziendale considerato che la generalizzazione dei piani aumenterà inevitabilmente le richieste di sostegno.
- Di mettere a disposizione almeno una unità lavorativa supplementare che si possa dedicare a tutte le aziende che avranno l’obbligo di allestimento del PMaz.
Iniziativa parlamentare generica presentata da: Matteo Buzzi per il Gruppo Verdi del Ticino
Cofirmatari: Samantha Bourgoin, Marco Noi, Giulia Petralli, Nara Valsangiacomo