Questa estate si sta rivelando la più calda di sempre. Mai prima d’ora si erano viste temperature sfiorare così spesso i 40 gradi alle nostre latitudini. Molte città svizzere si sono ritrovate impreparate di fronte a queste ondate di calore. Purtroppo si tende a correre ai ripari nell’emergenza piuttosto che pianificare e realizzare in anticipo delle modifiche urbanistiche per ridurre le isole di calore.

Lugano ad esempio mantiene dei piazzali asfaltati davanti a molte scuole che oltre a fare aumentare le temperature, sono inultilizzabili per i giochi all’aperto anche durante l’estate. Anche il piazzale ex-scuole vicino alla pensilina è interamente asfaltato e con un’alberatura molto limitata  oltre a una piccola fontana. Inoltre se si vedono i vari palazzi dall’alto, si nota che nessuno ha dei tetti verdi, utilissimi per ridurre le temperature esterne oltre che a isolare dal caldo. In piazza Riforma i ristoratori lamentano un fuggi fuggi della clientela dalle loro terrazze surriscaldate. Inoltre, le alte temperature compromettono la salute soprattutto delle persone anziane esposte a maggiori rischi di disidratazione. Purtroppo la città non dà la priorità al rinverdimento delle isole di calore ma si limita ancora a considerare il  verde urbano come “arredo” estetico e non funzionale. Inoltre, nonostante le varie petizioni, non promuove la protezione degli alberi ad alto fusto anche di privati, vitali per mantenere un po’ di frescura.

La città di San Gallo ad esempio finanzia la piantumazione di nuovi alberi nelle proprietà private, per aumentare ombra e refrigerio a favore della comunità. Invece in altre città estere come Barcellona e Parigi si può toccare con mano il lavoro di rinverdimento di spazi tolti all’asfalto che sono riconvertiti in luoghi più salubri e da vivere anche durante la stagione estiva. È noto infatti che le temperature di uno spazio rinverdito sono nettamente inferiori rispetto a uno asfaltato.

Occorre quindi più coraggio e responsabilità politica per promuovere una vera azione di rinverdimento a 360 gradi della città al fine di mantenerla vivibile nel tempo e attrattiva per tutti. La popolazione vive in città e non è sufficiente affermare che tanto il verde è presente nei dintorni.

 

Claudia Cappellini Tarolli

Lugano