Mozione

La promozione del car sharing, come ad esempio  nel modello proposto da Mobility, rappresenta una strategia efficace per affrontare sia le sfide ambientali sia quelle legate alla congestione del traffico nelle aree urbane e suburbane. Questo sistema si basa sull’idea di condividere un parco veicoli tra più utenti, riducendo la necessità di possedere un’auto privata e incentivando un uso più razionale dei mezzi di trasporto.

Dal punto di vista ambientale, uno dei principali vantaggi è la significativa riduzione delle emissioni di CO₂. Le auto condivise vengono utilizzate in modo molto più intensivo rispetto a quelle private, che spesso restano parcheggiate per circa il 80-90% del tempo. Ciò consente di diminuire il numero complessivo di veicoli necessari: si stima infatti che una sola auto di car sharing possa sostituire fino a 18 auto private. Di conseguenza, si riduce non solo l’inquinamento prodotto durante l’uso, ma anche quello legato alla produzione, al mantenimento e allo smaltimento dei veicoli. Inoltre, le flotte di car sharing sono generalmente più moderne ed efficienti rispetto alla media del parco auto privato e includono sempre più veicoli elettrici o a basse emissioni, contribuendo ulteriormente alla diminuzione dell’impatto ambientale. 

Un altro effetto importante riguarda il cambiamento nei comportamenti degli utenti. Studi mostrano che gli utenti di car sharing percorrono mediamente dal 20% al 40% di chilometri in meno in auto rispetto a chi possiede un veicolo privato. Questo perché l’auto non è più sempre disponibile e comporta un costo diretto a ogni utilizzo, spingendo le persone a valutare meglio quando usarla. Di conseguenza, molti utenti privilegiano alternative più sostenibili come il trasporto pubblico, la bicicletta o gli spostamenti a piedi. Questo porta a una riduzione complessiva delle emissioni e a un miglioramento della qualità dell’aria.

Dal punto di vista viario, il car sharing contribuisce in modo significativo alla diminuzione del traffico. Se un’auto condivisa sostituisce fino a 18 veicoli privati, il numero di auto in circolazione si riduce drasticamente. Inoltre, si osserva una diminuzione del traffico fino al 10–15% nelle aree urbane dove il car sharing è diffuso. L’utilizzo condiviso dei veicoli favorisce anche una pianificazione più attenta degli spostamenti, riducendo i viaggi non necessari e migliorando la fluidità della circolazione.

Un ulteriore vantaggio riguarda la riduzione della domanda di parcheggi. Considerando che ogni auto condivisa può eliminare numerosi veicoli privati, si liberano fino a 10–15 posti auto per ogni veicolo di car sharing introdotto. Questo consente di recuperare spazio urbano prezioso, che può essere destinato ad aree verdi, piste ciclabili o spazi pubblici per la comunità. La riduzione dei parcheggi necessari comporta anche minori costi per le infrastrutture urbane.

Il modello di car-sharing si inserisce bene anche nel contesto ticinese dove oltre alle applicazioni urbane o suburbane si aggiunge anche un utilizzo  più turistico o del tempo libero nelle regioni periferiche: raggiungere le regioni più discoste del Cantone è spesso più difficile in termini di collegamenti con il mezzo di trasporto pubblico. Un uso combinato dei mezzi di trasporto pubblico lungo gli assi principali e del car-sharing potrebbe essere anche un’interessante offerta per le regioni più periferiche. Durante i periodi di vacanza le offerte di car-sharing in Ticino sono infatti molto spesso esaurite. 

Il Ticino, a livello cantonale, non offre ancora alcun sostegno diretto o indiretto al car-sharing.  Una mozione accolta nel 2015 dal Gran Consiglio ha ottenuto scarsa implementazione sia in termini di promozione presso i dipendenti cantonali che nel campo aziendale e presso l’intera popolazione. 

Altri cantoni sostengono maggiormente questo tipo di mobilità condivisa. Ad esempio tra i 30 principali clienti aziendali di Mobility figurano 7 Cantoni e 1 città che, complessivamente, percorrono oltre 1 milione di chilometri all’anno. Il segmento di clientela aziendale di gran lunga più importante è quello della pubblica amministrazione. I motivi sono, da un lato, che l’utilizzo di Mobility consente di evitare la gestione di una propria flotta di veicoli e semplifica i processi di mobilità e, dall’altro, che tale utilizzo favorisce la nostra rete di stazioni. In concreto, se un cantone utilizza la flotta regionale di Mobility sul proprio territorio, ciò contribuisce a garantire e persino a potenziare questa offerta nel lungo periodo – a vantaggio, a sua volta, della cittadinanza che è utente privato di Mobility.

Il cantone dei Grigioni nel quadro del suo «Green Deal» si assume per due anni il rischio legato al patrocinio di una nuova postazione di car sharing in una località in ambito turistico, dotata di collegamenti con i mezzi pubblici e copre i costi iniziali di infrastruttura (10’000.-).

Sulla base di queste considerazioni chiediamo che il cantone si faccia promotore del car-sharing: 

  • promuovendo il car-sharing presso i suoi impiegati cantonali, ad esempio diventando cliente aziendale di mobility.
  • mettendo a disposizione gratuitamente parcheggi cantonali alla o alle compagnie di car-sharing;
  • elargendo  un contributo unico cantonale per ogni nuova postazione di car sharing in Ticino;
  • utilizzando i canali di comunicazione della comunità tariffale arcobaleno per promuovere anche le offerte di car-sharing o perlomeno le postazioni presenti presso i nodi intermodali;
  • integrando nel programma di mobilità aziendale anche la possibilità di un sussidio delle possibilità di car-sharing. 

 

Mozione presentata da: Matteo Buzzi per il Gruppo Verdi del Ticino
Cofirmatari: Nara Valsangiacomo, Giulia Petralli, Samantha Bourgoin, Marco Noi

 

Comunicato stampa – Mobilità in Ticino

Piano verde per una mobilità sostenibile in Ticino

 

Mobility: Foto di Glenn Michel / CC BY 4.0 / https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/