Il traffico in Ticino ha raggiunto livelli critici. Basta un incidente o un cantiere per bloccare l’intero cantone. L’elevato tasso di motorizzazione e il ruolo del Cantone quale corridoio di transito nord-sud generano una forte pressione sugli assi viari principali. A livello svizzero, le ore di coda hanno toccato un nuovo record nel 2023, con costi stimati in circa 3 miliardi di franchi all’anno. Anche in Ticino, le conseguenze sono evidenti per pendolari ed economia. La mobilità nei principali agglomerati ticinesi resta dominata dal traffico individuale motorizzato (70–80% degli spostamenti). L’obiettivo dei Verdi per il 2040 è quello di almeno dimezzare la parte del trasporto individuale motorizzato portandolo al 35-40%, promuovendo come maggioritarie le scelte di mobilità collettiva e lenta (60-65%). I dati mostrano che una svolta è possibile. Negli ultimi anni, grazie al potenziamento dell’offerta – in particolare con la galleria di base del Ceneri – il trasporto pubblico ha registrato una crescita significativa di utenti, superando i livelli pre-pandemia. Inoltre il Ticino non è più il Cantone più motorizzato della Confederazione. Nara Valsangiacomo, deputata Verde in Gran Consiglio  lo sottolinea in modo chiaro: 

 

La crescita del traffico stradale è stata in gran parte fermata, investire nel servizio di trasporto pubblico funziona!
Nara Valsangiacomo, Deputata in Gran Consiglio

Per raggiungere questo traguardo, è fondamentale continuare a promuovere e potenziare il trasporto pubblico e la mobilità lenta: in questa fase decisiva per la mobilità sostenibile tagli all’offerta o un aumento dei prezzi sono assolutamente da evitare. Nello specifico il movimento ecologista presenta una proposta da applicare in casi di emergenza energetica e un pacchetto coordinato e articolato:

  • disincentivi per autoveicoli pesanti e di grandi dimensioni (SUV, nuova mozione in elaborazione)

L’importanza del tema della mobilità si conferma anche in prospettiva: il tram-treno arriverà finalmente nel Luganese dopo 20 anni di trambusti e inefficienze oltre che con una concorrenza dannosa dietro l’angolo: la circonvallazione Agno-Bioggio. Bellinzonese e Locarnese attendono soluzioni per le loro valli. Infine:

È assurdo come la Confederazione possa spostare in là negli anni il progetto di collegamento autostradale del Locarnese A2-A13 maggiormente condiviso, affrettando invece l’assurdo e dannoso PoLuMe: ammesso che ce ne sia la necessità dopo il potenziamento del trasporto pubblico, il Ticino non potrà ottenere entrambi i potenziamenti autostradali e dovrà quindi sceglierne al massimo uno con lungimiranza!
Matteo Buzzi, Capogruppo in Gran Consiglio

Il piano Verde affronta il tema a 360 gradi, come la complessità della mobilità richiede: un approccio che approderà ora anche in parlamento tramite i 5 nuovi atti parlamentari inoltrati. Per il partito ecologista è ora di una vera svolta nella mobilità. 

 

Mobilità in Ticino: un piano Verde per ridurre traffico e costi